Parole leggere, tracce profonde

Thriller erotici dove il desiderio non è mai l’unico segreto

C’è sempre un momento in cui la passione smette di essere un’emozione e diventa un rischio. È lì che iniziano le mie storie.

La famiglia

Ilaria Carminati

È la protagonista di tutta la collana. 39 anni in Nessun indizio, è stata la moglie di Andrea Colombo prima e di Max Castelli poi, madre di Genni e Federica. Possiede occhi verdi sullo sfondo di una carnagione caffelatte (ereditata dal padre di origini caraibiche), labbra perfette che nascondono una leggera fessura tra gli incisivi superiori, un seno spropositato – una quarta – rispetto al fisico asciutto e slanciato, due palloncini per sedere disegnati con il compasso e compatti come palle da bowling. Nonostante due gravidanze ha un fisico perfetto, come una ventenne.

Commerciante di abbigliamento per donna a Milano, in Germania continua l’attività nel settore dell’intimo femminile, diventando un centro di azione e attrazione.

Ha l’hobby del disegno e della fotografia.
Guida una Grande Punto.

Andrea Colombo

Primo marito di Ilaria Carminati, 40enne nel primo libro, è un ingegnere gestionale, Vicedirettore a Milano di Vega Pharmaceutics, già responsabile della selezione e formazione. Ha due figlie, Genni e Federica. È protagonista di molte esperienze sessuali prima e dopo il matrimonio, complice la moglie. Ha la passione della fotografia ereditata dal padre.

Massimiliano “Max” Castelli

Cancro ascendente Vergine, è il secondo marito di Ilaria. Ha labbra incastonate in mezzo ad una barba corta, un minuscolo orecchino ad un orecchio, i lunghi capelli neri raccolti in uno chignon, uno sguardo intenso prorompente da due occhi scuri. Non profuma in maniera sguaiata, ma possiede denti bianchissimi e le unghie curate come una modella.
Laurea magistrale in filosofia, lavora a Düsseldorf in Germania dove ricopre la carica di CEO alla Brain AI. Ama i bambini, il mangiar bene, guida grosse auto tedesche per la loro sicurezza, non per esibizionismo. Possiede una nuova BMW X7 xDrive40i Manhattan metallizzato

Nara

Intelligente e bella quanto, se non di più, della sorella Ilaria, Nara ha un anno di meno. Cresciuta anche lei senza il padre, ha un unico obiettivo: diventare una grande giornalista. Oltre all’inglese parla con scioltezza francese e tedesco; dopo essere stata rifiutata da molti giornali decide di cominciare come free-lance. La sua prima inchiesta le vale l’attenzione di una redazione e nel giro di due anni supera il praticantato e l’esame di Stato, fino ad approdare in una grande testata nazionale e diventare inviata speciale.

Genni

A quasi diciotto anni ha la bellezza esplosiva della gioventù. Ha preso tutto dal padre naturale Andrea, salvo il colorito della pelle che è materno. Fronte alta da persona intelligente, occhi acqua marina con una certa conformazione da cerbiatta, labbra regolari e attira baci, dita lunghe ed affusolate, fisico da cinque stelle su cinque, è pacata e riflessiva, un po’ più chiusa dopo la morte del padre genetico. È al IX anno del Gymnasium e fa un anno in Spagna con Intercultura.

Federica

Di un anno più giovane della sorella, frequenta anche lei il Gymnasium. Da grande vuole fare la poliziotta e al poligono dimostra una grande abilità nel tiro con la pistola. Sarà lei a dare l’input al padre per la grande idea di pace.

Titta

Giovanni Battista, per tutti – ma non per l’Ufficio anagrafe – Titta, è il padre di Andrea, 67 anni. Ex imprenditore di successo, lascia l’azienda a 60 anni per vivere in collina con la moglie a coltivare vigne e produrre vino. Possiede quattro ettari di terreno per un totale di diciotto mila piante coltivate a spalliera, con potatura a Guyot. Alleva qualche animale. Ha trasmesso al figlio il virus della fotografia.

Elvira

Moglie di Titta, madre di Andrea, tre o quattro anni meno del marito, fisico da atleta sul metro e ottanta, spalle larghe, giocava a basket, a pallavolo o nuotava?,  viso allungato, capelli lisci biondi naturali, nasino all’insù come le francesi, occhi verdi e labbra alla Bardot. Nonostante l’età conserva ancora il fisico e la tempra psicologica dell’atleta di un tempo.
“Avrebbe potuto essere una modella per la copertina di Vogue o Cosmopolitan” ripeteva spesso Titta con orgoglio.
Ha un amore viscerale per le due nipotine che accoglie più che volentieri nel casale per le vacanze. Rimasta sola, affida a Kiki la conduzione dell’azienda vitivinicola.