Pieno quanto?

Mariangela Vanni ha una laurea e un master in letteratura, ma passa il tempo a tradurre testi tecnici dal tedesco, in attesa di trovare un lavoro. Il terremoto distrugge il paese sull’Appennino tosco-emiliano dove abita ed è l’occasione che cambia la sua vita.

Giornalista per caso (o per dote naturale?) si trova a dirigere la sede romana del Süddeutsche Zeitung di Monaco. Nella Capitale conosce un collega, Umberto Mandelli, con il quale instaura un sodalizio professionale e sentimentale.
Ma Mariangela ha anche una sua idea fissa: vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Senza saperlo sposa appieno la dottrina del “giornalismo costruttivo”, contraria a dare solo notizie negative.

Oltre alla storia di avventura e d’amore questo romanzo è quindi un atto d’accusa contro il mondo dell’informazione attuale, la cui grande malattia – come ha detto qualcuno – è “fornire sempre più notizie, poco approfondite e dunque spesso lontane dalla verità, vero obiettivo del giornalismo, a favore di contenuti che catturino semplicemente l’attenzione, e che portino il lettore a cliccare su qualche pubblicità, ovvero colei che i contenuti li paga”.
Sarà questa la strada che Mariangela e Vanni decideranno di percorrere insieme, sempre sul filo del rasoio, fino alla più tragica delle conseguenze.